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Economia
 
Il tessuto economico del "Pays Beaujolais" è estremamente variegato e dinamico. Ricalcando la situazione di Rhône Alpes, seconda regione economica francese, il "Pays Beaujolais" ha una grande propensione per le esportazioni.
 
Il numero degli abitanti, per la maggior parte giovani (il 65% della popolazione attiva ha meno di 34 anni) continua ad accrescersi. La capillarità delle aziende crea un tessuto economico solido :
  • 5 800 aziende industriali
  • 2 900 società di servizi
  • 6 500 esercizi commerciali
     
    Il know-how industriale è finalizzato, ovviamente, all’agroalimentare senza trascurare i lavori pubblici, le costruzioni elettriche e meccaniche, la chimica, la fonderia e l’industria delle materie plastiche oltre, naturalmente, alle attività tradizionali quali il tessile, la confezione e l’abbigliamento. L’industria tessile si è sviluppata in tutto il territorio, a Villefranche per esempio, dove sono stati inventati gli indumenti da lavoro. Ma in particolare nella zona a SO: a Tarare, capitale del velo e della tenda, capitale della mussola (praticamente fuori produzione), a Thizy, a Cours (capitale della coperta). Un secolo fa erano molto numerosi i telai nonché i laboratori di setaioli che rifornivano Lione.
     
    L’attività industriale si concentra nella Valle della Saona ed intorno al "Pays Beaujolais".
     



  • Turismo
    In sintonia con la
    natura

    Peccati di gola
    Faveti cogliere dalla
    curiosita'

    I festeggiamenti!
     

    Economia
    Una regione vinicola
    Ruolo dei negozianti
     



    Segherie
     

    Il massiccio boschivo ad ovest, uno dei più belli che ci siano in Francia, si estende oltre i 40 000 ettari. Le conifere ne costituiscono la principale specie con, a Claveisolles, 14 abeti di Douglas definiti monumenti storici in quanto alberi dalle dimensioni più imponenti che ci siano in Europa. Un’importante attività manifatturiera – segherie, falegnamerie, arredamento – è andata sviluppandosi attorno al bosco.
    La tempesta del 27 dicembre 1999 ha seriamente danneggiato buona parte della foresta.
     

    Nella parte "verde", oltre alla viticoltura, il Beaujolais è anche terra di pascoli – latte, formaggi, carni. Queste attività del passato si evolvono a seconda delle circostanze economiche. Contrariamente a quanto avveniva un tempo, quando erano frammentate, da circa vent’anni a questa parte si assiste a raggruppamenti aziendali all’interno delle zone industriali o zone dinamiche in genere. Queste microregioni hanno un tratto di originalità che favorisce un turismo estivo attraente.
     



     

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